LA VALUTAZIONE CHE CI PIACE…..

La valutazione è attività di ricerca per conoscersi, conoscere e orientare; tratta, argomenta e descrive quando e quanto un alunno realizza, progredisce, si impegna e si relaziona con gli oggetti della cultura e i soggetti dell’esperienza.

Implica forme di autovalutazione di adulti, bambini e ragazzi, volte a costruire

consapevolezza, a cooperare, ad andare verso l’autonomia facendo insieme.”

POF E VALUTAZIONE DELL’OFFERA FORMATIVA:

Il presupposto essenziale per buoni risultati è lo stretto legame fra la progettazione e la sua valutazione:

queste sono due fasi complementari all’interno di un ciclo virtuoso, in cui la valutazione serve per regolare e far evolvere la progettazione stessa.

Sulla base di ciò la valutazione degli esiti formativi del POF veniva  realizzata ricorrendo a strumenti diversificati:

• autoanalisi dei diversi team di docenti impegnati nella realizzazione dei progetti,

• analisi della congruenza fra obiettivi del progetto e risultati raggiunti da svolgere in sede di Collegio dei docenti e di Consiglio di istituto per gli aspetti di rispettiva competenza;

• questionari rivolti a docenti, studenti e genitori per conoscere il grado di soddisfazione via via raggiunto e l’accettazione dell’organizzazione didattica.

Allo scopo di controllare la qualità del servizio scolastico offerto, vengono condotte periodicamente forme di verifica e di valutazione sulla funzionalità delle prestazioni d'opera erogate.

Tra le azioni promosse, particolare significato rivestono le iniziative miranti a coinvolgere in maniera diretta gli utenti (genitori e alunni).

ORGANIZZAZIONE DIDATTICA:

La progettazione illustrata, al fine di una sua continua regolazione e rendicontazione, è accompagnata da azioni di monitoraggio, verifica e valutazione.

Tale valutazione avviene all’interno di organi che svolgono, tra le altre, anche tale importante funzione:

- il Collegio dei Docenti innanzi tutto, che ogni anno valuta la congruenza delle azioni realizzate ed il raggiungimento degli obiettivi attesi, rispetto a quelli progettati nel POF e nei singoli progetti attuati; la congruenza dell’organizzazione e degli incarichi svolti dai singoli docenti per l’attuazione dei progetti;

- i singoli Consigli di Classe/Intersezione/Interclasse tecnici per la progettazione pertinente al singolo plesso;

ASPETTI SPECIFICI PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA

Nella scuola dell’infanzia valutare significa comprendere a fondo le potenzialità, le

capacità e le eventuali difficoltà del bambino per aiutarlo, stimolarlo, rassicurarlo.

Valutare significa prendere atto di come stanno andando le cose, per capire quali aspetti

educativi vadano approfonditi, e quali sono le scelte pedagogico-didattiche migliori per il

gruppo e per i singoli con cui si lavora.

Viene effettuata quotidianamente attraverso l’osservazione diretta, l’analisi degli

elaborati, l’ascolto; periodicamente con osservazioni scritte, confronti tra bambini ed

insegnanti, tra il team docenti e, per i bambini in uscita, attraverso la compilazione del

fascicolo personale.

Una forma privilegiata è la documentazione intesa come memoria, comunicazione,

riflessione che coinvolge bambini, genitori e insegnanti per dare senso e significato alla

quotidianità, valore all’infanzia, identità alla scuola.

E’ pensata e realizzata per i diversi attori del processo educativo:

- per i bambini: per ripensare l’esperienza e renderli consapevoli della crescita personale e

del gruppo (cartelloni, librone personale);

- per i genitori: per condividere il processo educativo, rafforzare la collaborazione e

sollecitare lo sviluppo dell’autostima del proprio bambino (documentazione fotografica e

multimediale);

- per gli insegnanti: intesa come processo di autovalutazione che permette di riflettere sul

proprio operato, confrontarsi, dare visibilità e continuità all’identità della scuola (librone di

plesso con la narrazione e la documentazione dei percorsi).

ASPETTI SPECIFICI PER IL I° CICLO DI ISTRUZIONE

Nella valutazione degli alunni, gli insegnanti si attengono alla normativa vigente (DPR

122/2009; c.m. 49/2010 e c.m. 46/2011): essa è espressione dell’autonomia didattica dei

docenti e ha per oggetto il processo di apprendimento (pertanto è formativa e regolativa

dell’azione didattica), il comportamento e il rendimento complessivo dell’alunno. Ha per

scopo anche la presa di coscienza da parte dell’alunno delle sue carenze e dei punti di

forza, nella prospettiva europea della competenza dell’”Imparare ad imparare”. Le

verifiche sono congruenti agli obiettivi esplicitati nel POF.

La valutazione ha carattere formativo (CFR. art.1, comma 3 del DPR n. 122 del 22/06/09) e considera i

risultati conseguiti in rapporto alle personali possibilità. 

La valutazione sommativa tiene conto di una pluralità di elementi:

-           livello di partenza

-           risultati conseguiti

-           percorso dell’alunno

-           progressi

-           impegno

-           potenzialità

Gli insegnanti fanno in modo che l’informazione alle famiglie lungo il percorso sia

tempestiva e trasparente.

Al termine della scuola primaria la scuola certifica i livelli di apprendimento raggiunti.

Al termine della scuola secondaria di I° grado la scuola certifica le competenze raggiunte

dagli alunni e l’esito conseguito al termine dell’esame di Stato.

In data 8 marzo 2013 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Regolamento che istituisce e disciplina il Sistema Nazionale di Valutazione delle scuole pubbliche (da ora: “Regolamento” e “SNV”). Il modello procedurale e valutativo delinea un percorso ciclico (art.6 del Regolamento) che lega l’autovalutazione d’istituto alla valutazione esterna, alla definizione e implementazione di un coerente piano di miglioramento, alla rendicontazione dei risultati raggiunti presso tutti i portatori di interesse.

Il 18 settembre 2014 è uscita la Direttiva n.11 nella quale sono individuate le priorità strategiche della Valutazione del sistema educativo di istruzione. In essa sono stabilite le modalità di avvio per la predisposizione di strumenti organizzativi e di acquisizione di competenze adeguate per lo sviluppo del procedimento di valutazione in tutte le scuole.

Un buon processo valutativo consente a ciascuna istituzione scolastica di regolare e qualificare il proprio servizio educativo

A partire dall'anno scolastico 2014 / 2015 tutte le scuole del sistema nazionale di istruzione saranno coinvolte in un percorso triennale per avviare il procedimento di valutazione:

N.

FASI

ATTORI

A.S. 2014/2015

A.S. 2015/2016

A.S. 2016/2017

1a

AUTOVALUTAZIONE

Tutte le scuole

     

1b

VALUTAZIONE ESTERNA

Circa 800 scuole all’anno

     

1c

AZIONI DI MIGLIORAMENTO

Tutte le scuole

     

1d

RENDICONTAZIONE SOCIALE

Tutte le scuole

     

Tutte le istituzioni scolastiche elaboreranno nel primo semestre del 2015 attraverso un modello online il RAPPORTO DI AUTOVALUTAZIONE ( da ora: RAV) .

A tal fine le scuole si doteranno di un’unità di autovalutazione costituita dal DIRIGENTE SCOLASTICO, dal DOCENTE REFERENTE DELLA VALUTAZIONE e da UNO O PIÙ DOCENTI individuati dal collegio Docenti.

Il format del RAV è stato predisposto dall’INVALSI e conterrà:

i dati informativi e statistici sugli aspetti fondamentali del funzionamento didattico; una sezione di informazioni di competenza diretta delle scuole.

Questi dati saranno gestiti e inseriti su una piattaforma online riservata ad ogni scuola e disponibile da gennaio 2015.

Il nostro Istituto comprensivo si è dotato di un’unità di autovalutazione composta dalla Dirigente, da due docenti referenti della valutazione: Ferrari Marialetizia e Faggin Marilisa e dai due collaboratori della Dirigente: Bicocchi Nicoletta e Paoli Paola.

Il comitato si è incontrato nel mese di luglio per redigere il Rav e scegliere le priorità e gli obiettivi su cui incentrare i nuovi progetti di miglioramento per i prossimi tre anni.

In base agli esiti delle prove Invalsi riteniamo opportuno lavorare sugli alunni per diminuire la varianza tra le classi e migliorare i risultati delle prove di italiano e matematica. La nostra mission è prioritariamente migliorare le competenze degli alunni sia quelle legate agli ambiti disciplinari che quelle trasversali degli ambiti di Cittadinanza.

In sintesi le priorità (P) e i traguardi da raggiungere (T) sono:

  • Sulla base dei Risultati nelle prove standardizzate nazionali:

Diminuire la varianza fra le classi (P)

Diminuire la varianza fra le classi almeno del 20% per avvicinarci alla media nazionale. (T)

Migliorare gli esiti nelle competenza chiave di italiano e matematica (P)

Migliorare del 10% gli esiti nelle competenza chiave di italiano e matematica soprattutto rispetto alla media nazionale. (T)

  • Sulla base delle Competenze chiave e di cittadinanza

Aumentare la capacità di autoregolazione: reperire, organizzare, collegare e recuperare informazioni da fonti diverse (P)

Aumentare il numero di studenti in grado di riassumere efficacemente un testo mediante mappe, sintesi e che portano a termine i lavori nel tempo dato (T)

Capacità di osservare le regole e i patti sociali condivisi per contribuire proficuamente alla vita della comunità. (P)

Diminuire: le sanzioni disciplinari; gli episodi di aggressività, minaccia, prepotenza, bullismo, fatti anche attraverso gli strumenti tecnologici (T).

Gli obiettivi operativi da raggiungere nel breve periodo (un anno scolastico), su cui il nostro Istituto lavorerà con il PIANO DI MIGLIORAMENTO sono:

1)Curricolo, progettazione e valutazione:

  • Elaborare prove comuni di lingua italiana e di matematica
  • Utilizzare un curricolo, una progettazione e una valutazione oggettiva e condivisa.
  • Insegnare a schematizzare le informazioni attraverso le mappe, per  memorizzare in modo visivo e più velocemente i contenuti.

2) Inclusione e differenziazione

  • Favorire  processi di apprendimento in situazione laboratoriali e per classi aperte.
  • Favorire l'inclusione attraverso lavori di gruppo in cooperative learning.

IN CHE MODO GLI OBIETTIVI POSSONO AIUTARE AL RAGGIUNGIMENTO DELLE PRIORITÀ:

Per raggiungere le priorità individuate, riteniamo che si debba operare su una pluralità di processi puntando soprattutto su modalità di apprendimento cooperativo che favoriscono il raggiungimento del benessere in classe.

Ora il nostro RAV è in rete e bisogna iniziare a lavorare sul PIANO DI MIGLIORAMENTO, cioè individuare uno degli obiettivi prefissati ed elaborare prove comuni per migliorare i risultati e raggiungere i traguardi previsti. Questo per il 2016, poi si proseguirà con gli altri obiettivi per raggiungere tutti i traguardi nell’arco del triennio 2016- 2019.

IL SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE DELLE SCUOLE S.N.V.

IL COLLEGIO DOCENTI UNITARIO DEL  09 dicembre 2015 HA ELETTO I RAPPRESENTANTI DOCENTI PER LA PRIMARIA E SECONDARIA CHE ENTRERANNO NEL NUOVO COMITATO DI VALUTAZIONE.

126. Per la valorizzazione del  merito  del  personale  docente  e' istituito presso il  Ministero  dell'istruzione,  dell'università  e della ricerca un apposito fondo, ripartito  a  livello territoriale e tra le istituzioni  scolastiche  in  proporzione  alla dotazione organica dei docenti, considerando altresì  i  fattori  di complessità delle istituzioni scolastiche e delle  aree  soggette  a maggiore  rischio educativo, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

  127. Il dirigente scolastico, sulla base  dei  criteri  individuati dal comitato per la  valutazione  dei  docenti, assegna annualmente al  personale  docente  una  somma  del fondo di cui al comma 126 sulla base di motivata valutazione.

  128. La somma di cui al comma 127, definita bonus, e'  destinata  a valorizzare  il  merito  del  personale  docente   di   ruolo   delle istituzioni scolastiche di  ogni  ordine  e  grado  e  ha  natura  di retribuzione accessoria.

129: 3. Il comitato  individua  i  criteri  per  la  valorizzazione  dei docenti sulla base:

 a)  della  qualità  dell'insegnamento  e   del   contributo   al miglioramento  dell'istituzione  scolastica,  nonché  del   successo formativo e scolastico degli studenti;

 b) dei risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti  in relazione  al  potenziamento  delle   competenze degli   alunni e dell'innovazione didattica e  metodologica,  nonché della

collaborazione alla ricerca didattica,  alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche;

 c) delle responsabilità assunte nel coordinamento  organizzativo e didattico e nella formazione del personale.

4. Il comitato esprime altresì il proprio parere  sul  superamento del periodo di formazione e di prova  per  il  personale  docente  ed educativo.  A  tal  fine  il  comitato  e'  composto  dal   dirigente scolastico, che lo presiede, dai docenti ed e' integrato dal docente a cui sono affidate  le  funzioni  di tutor. (Non ci sono i genitori)

 

Si comunica che è stato pubblicato il D.M. 886 del 1.12.2014 concernente le cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1.9.2015. Si evidenzia che le domande di collocamento a riposo potranno essere presentate dal personale scolastico entro e non oltre il 15 gennaio 2015 e che lo stesso termine dovrà essere osservato anche per le domande di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con contestuale riconoscimento del trattamento di quiescenza e per tutte le eventuali istanze di revoca delle dimissioni.
Allegati: D.M. 886 del 1.12.2014
Indicazioni operative cessazioni 2014-15

 

Ogni scuola dell’Istituto Comprensivo ha predisposto attività curricolari o percorsi specifici a tema per ampliare l'offerta formativa e favorire il benessere e il successo scolastico degli allievi.

Tutte le proposte s’inseriscono nell'ambito delle finalità educative della scuola e s’integrano nelle programmazioni didattiche curricolari.

Gli interventi vogliono promuovere un percorso formativo degli alunni il più possibile organico e completo, in collaborazione  con la famiglia, il territorio e le sue istituzioni e le diverse agenzie formative.

I percorsi sono volti a favorire la crescita e la maturazione personale con l'ampliamento delle esperienze e a migliorare la comunicazione attraverso il contatto con i diversi linguaggi espressivi.

Si sono individuate quattro macro aree alle quali faranno riferimento tutte le attività progettuali.

 

PROGETTI: LE QUATTRO MACROAREE E I RELATIVI OBIETTIVI

 

1) NOI E GLI ALTRI  

1.1 favorire la crescita e la maturazione personali;

1.2 migliorare l'autonomia;

1.3 accrescere l'autostima e la capacità di instaurare relazioni positive;

1.4 motivare ad una riflessione sul rapporto tra il sé e gli altri;

1.5 stimolare una maggiore conoscenza e spirito di accoglienza nel rispetto delle reciproche differenze.

 

2) CORPO MOVIMENTO SALUTE

2.1 potenziare le competenze motorie;

2.2 favorire l'integrazione sociale attraverso l'interiorizzazione delle regole;

2.3 motivare alla solidarietà e il senso critico;

2.4 facilitare la conoscenza del sé corporeo per favorire l'equilibrio psico-fisico;

2.5 stimolare alla riflessione sulle problematiche riguardanti la salute ed un'alimentazione equilibrata.

 

3) NUOVI E ANTICHI LINGUAGGI PER ESPRIMERSI

3.1 acquisire diversi linguaggi per la comunicazione;

3.2 potenziare la capacità espressiva attraverso la comunicazione verbale e non verbale;

3.3 stimolare e favorire la creatività individuale e collettiva; 

3.4 sviluppare espressività sia fisica che emozionale;

3.5 consolidare il senso di appartenenza al gruppo per migliorare la convivenza e favorire la capacità di

gestione dei conflitti.

 

4) ESPLORARE, CONOSCERE, PROGETTARE

4.1 stimolare lo sviluppo di processi di pensiero importanti per la costruzione delle conoscenze;

4.2 promuovere  nei  bambini  la  costruzione  dei  saperi  per mezzo dell'esperienza  significativa  e condivisa

4.3 favorire la costruzione di teorie per spiegare il reale;

4.4 promuovere l'acquisizione di nuovi modelli di comportamento riferibili al rispetto dell'ambiente

4.5 sviluppare la capacità di proporre progetti utili a tutti;

4.6 saper utilizzare le tecnologie come ausilio della progettazione 

4.7 impegnarsi per progetti comuni e promuovere la partecipazione.

 

La formazione e l’aggiornamento costituiscono il punto nodale di tutti i processi di cambiamento e di riforma.

La legge 107 del 2015 al comma 124 dice: “Nell'ambito degli adempimenti connessi alla funzione  docente, la formazione in servizio  dei  docenti  di  ruolo  e'  obbligatoria, permanente e strutturale. Le attività di  formazione  sono  definite dalle singole  istituzioni  scolastiche  in  coerenza  con  il  piano triennale dell'offerta formativa e con i risultati emersi  dai  piani

di  miglioramento  delle   istituzioni   scolastiche   previsti   dal regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  28 marzo 2013, n. 80, sulla base delle priorità nazionali indicate  nel

Piano nazionale di formazione, adottato ogni tre anni con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della  ricerca,  sentite le organizzazioni sindacali rappresentative di categoria.

 

Il comma 121 stabilisce che: Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, e' istituita, nel  rispetto del limite di spesa di cui al comma 123,  la  Carta  elettronica  per l'aggiornamento e la  formazione del docente di ruolo   delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. …

Nel corso dell’anno scolastico, il personale parteciperà prioritariamente alle attività formative promosse dall’Istituto Comprensivo, dal Ministero dell’Istruzione, dall’Ufficio Scolastico Regionale, dall’Ufficio Scolastico Provinciale o da Enti autorizzati 

Iniziative per i docenti 

• Corsi dell’ Amministrazione Scolastica sui cambiamenti in atto nella scuola;

• Corsi  dell’Amministrazione Scolastica  per l’insegnamento della Lingua Inglese e per l’accesso ai posti di Sostegno;

• Corsi dell’ Amministrazione Scolastica per docenti neoimmessi in ruolo e per docenti Funzione Strumentale;

• Corsi di Formazione organizzati da Prometeo.

• Corsi di Formazione organizzati dall’ Assessorato Scuole, Università Giovani del comune di Reggio Emilia

• Corsi di formazione presso l’Università agli Studi di Modena e Reggio Emilia sulle difficoltà di apprendimento in area linguistica.

Corsi  organizzati dall’ Istituto Comprensivo A. Einstein 

- “Corso di inglese di quattro ore gratuito tenuto da BELL BEYOND ” 14 settembre 2015 a Ca’ Bianca

- “Focus interlingua, matematica, affettività” un corso tenuto dall’università di Reggio Emilia in collaborazione con Officina educativa; tre incontri di tre ore e mezza ciascuno a Scienze della Formazione

         Iniziative per il personale A.T.A. 

• Corsi  dell’Amministrazione Scolastica  relativi al profilo professionale di appartenenza;

• Corsi organizzati dall’Istituto Comprensivo

• “Prevenzione  delle  malattie infettive negli  ambienti scolastici”;

Iniziative per tutto  il personale (docente e non docente)

• Formazione degli  addetti alle squadre  antincendio;

• Formazione  degli  addetti  alle squadre di  primo soccorso;

• Formazione  di  base sulla sicurezza e prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro.  

ACCOGLIENZA

 

L’accoglienza è per la nostra scuola un impegno importante che investe sia il “saper essere” dell’insegnante, cioè il suo rapporto nei confronti del bambino, che il “saper fare”, cioè le scelte organizzative e la mediazione didattica per garantire all’alunno esperienze di apprendimento attive e significative.

Per i docenti la riflessione sul significato dell’accoglienza e sulle modalità di concretizzazione, nasce dalla convinzione che è indispensabile creare nelle classi relazioni positive, un’atmosfera di disponibilità, di accettazione e di aspettativa fiduciosa e dalla certezza che è necessario favorire il dialogo con i genitori, per realizzare un fine comune: la crescita del bambino.

La scuola s’impegna, quindi, a favorire l’accoglienza degli alunni e dei genitori con modalità differenti:

  1. l’accoglienza iniziale prevede attività differenziate da proporre non solo ai bambini delle scuole dell’infanzia, delle classi prime, ma anche a quelli di tutte le altre classi all’inizio dell’anno scolastico, dopo i mesi di assenza per le vacanze estive. Nei primi giorni di scuola le prime della scuola a tempo pieno e le scuole materne funzionano a orario ridotto.
  1. L’accoglienza quotidiana è intesa come atteggiamento permanente degli insegnanti mediante l’ascolto degli alunni, la comprensione dei problemi che di volta in volta si possono manifestare, la ricerca di soluzioni, la collaborazione con i genitori.
  1. L’accoglienza dei genitori e degli alunni si realizza attraverso:
  1. gli incontri, in dicembre / gennaio, rivolti alle famiglie degli alunni che debbono iscriversi alla classe prima e a quelle dei bambini che entrano per la prima volta nella scuola dell’infanzia, in cui si presentano gli spazi, i progetti ed il personale dei singoli plessi;
  2. le riunioni si svolgono per i nuovi iscritti, di norma prima dell’inizio delle lezioni, alla presenza degli insegnanti di sezione o di classe;
  3. gli incontri individuali degli insegnanti delle scuole dell’infanzia e delle classi prime con i genitori dei bambini iscritti per la prima volta;
  4. le assemblee di classe, i colloqui settimanali, la presentazione della scuola alle famiglie degli alunni che si iscrivono alla classe I della secondaria di I grado.

CONTINUITA’

Con il termine continuità si vuole intendere un processo unitario di sviluppo della formazione dell’individuo che si consegue nell’arco di tutto il percorso scolastico.

La continuità si può sviluppare sia in senso orizzontale, attraverso il confronto con scuole di diversa ispirazione, interagendo con gli enti culturali presenti sul territorio (biblioteca, cinema, teatri..) e intrecciando con essi una collaborazione stimolante e produttiva, confrontandosi con le famiglie, sia in senso verticale incontrandosi e collaborando con gli altri ordini di scuola.

CONTINUITÀ TRA LA SCUOLA DELL’INFANZIA E LA SCUOLA PRIMARIA:

La Commissione si confronta sui temi della continuità/discontinuità tra i due ordini di scuola e poter così condividere collegialmente finalità atte a facilitare nei bambini il passaggio alla scuola primaria.

Le azioni si suddividono su alcuni fondamentali versanti:

1. Scambio di informazioni fra insegnanti: a giugno vengono organizzati incontri tra i docenti delle future prime dell’IC e gli insegnanti delle scuole dell’infanzia degli alunni provenienti dalle scuole comunali, paritarie, o da altre scuole dell’infanzia statali del territorio per uno scambio di informazioni per facilitare l’ingresso e la futura scolarizzazione; per indicazioni per la formazione delle classi e per la consegna del documento di continuità.

2. Organizzazione di giornate di accoglienza dei bambini di scuola dell’infanzia e realizzazione di specifici “Progetti ponte” : tutte le scuole primarie organizzano durante l’ultimo anno di scuola dell’infanzia visite e vari momenti di accoglienza per i futuri alunni. Quando tali attività prendono la forma di veri progetti (in particolare per scuole primarie e scuole dell’infanzia appartenenti all’Istituto) i docenti della scuola dell’infanzia e delle classi prime di scuola primaria progettano un percorso comune che porterà i bambini a conoscere, in forma ludica, gli ambienti, l’organizzazione e gli insegnanti della scuola primaria sollecitandoli inoltre a lasciare una traccia di sé che ritroveranno al loro ingresso a settembre.

3. Organizzazione di giornate di accoglienza delle famiglie: sono organizzati a gennaio incontri con il DS per la presentazione del Progetto Formativo della scuola, aperti a tutte le famiglie interessate all’iscrizione dei loro figli ad una delle scuole dell’IC, e incontri di “Open Day” per la visita degli spazi di ogni plesso e per l’incontro con la concreta realtà scolastica di interesse.

CONTINUITÀ TRA LA SCUOLA PRIMARIA E LA SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO:

Sono organizzate anche le attività di accoglienza dei ragazzi uscenti dalla V^ della primaria verso la Secondaria

Con una progettazione comune gli insegnanti delle classi interessate organizzano giornate in cui le classi quinte visitano gli ambienti, partecipano a laboratori con i ragazzi della secondaria Naturalmente, l’organizzazione delle giornate di accoglienza viene realizzata per tutte le scuole primarie dell’IC, in vista del passaggio alla Scuola Secondaria interna all’IC stesso.

Nel periodo primaverile si svolgono infine i colloqui di passaggio delle informazioni sui ragazzi fra gli insegnanti di classe quinta e di scuola secondaria, per una prima conoscenza dei futuri alunni, e per poter procedere al lavoro di formazione delle classi da parte della scuola secondaria. Tali colloqui (o altre modalità, a seconda dei casi) sono ovviamente organizzati anche con altre istituzioni, quando l’alunno prosegue il suo percorso scolastico in una scuola al di fuori dell’istituto comprensivo, o viceversa quando da fuori Istituto un nuovo alunno verrà accolto nella nostra sede di scuola secondaria.

CONTINUITA’ E ORIENTAMENTO FRA LA SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO E LE SCUOLE SECONDARIE DI II° GRADO:

Per i ragazzi di terza media sono previste queste opportunità:

1. All’interno di ogni classe terza l’insegnante di Lettere mette a punto un “Progetto-Orientamento”, sulla base delle caratteristiche specifiche della classe.

2. Vengono organizzati presso il nostro Istituto incontri mattutini di “Sportello” in cui intervengono docenti delle scuole secondarie di II° grado, che presentano le offerte formative dei loro Istituti.

3. Vengono organizzate per gli alunni, generalmente nel mese di gennaio, mattinate presso le varie scuole secondarie di II° grado del territorio, in base alle loro indicazioni/preferenze. Al termine, viene proposta la compilazione di un questionario, per raccogliere informazioni utili sulle esperienze svolte.

4. Viene data informazione puntuale alle famiglie di date ed orari di apertura pomeridiana delle scuole secondarie di II° grado della provincia e delle province confinanti.

La nostra scuola vuole favorire il consolidamento di un’intesa solidale e di una collaborazione produttiva con le famiglie, quali soggetti corresponsabili dell’intervento formativo nei confronti degli alunni.

Pertanto si prevedono diverse forme di coinvolgimento, che vanno dai momenti prettamente istituzionali quali la partecipazione ai Consigli di Intersezione, ai Consigli di Interclasse, ai Consigli di Classe e al Consiglio di Istituto, ad incontri caratterizzati da una maggiore autonomia organizzativa e gestionale quali le assemblee, i comitati dei genitori, i colloqui individuali, le feste di Natale o di fine anno.

Nell’arco dell’anno scolastico sono previsti i seguenti incontri:

  1. COLLOQUI INDIVIDUALI per la conoscenza dei singoli alunni e delle loro famiglie e per un confronto reciproco sugli aspetti educativi;

 Di norma si prevedono, annualmente, due o tre incontri individuali docenti – genitori nei seguenti periodi:

- nei mesi di settembre, di gennaio e di maggio  per gli alunni delle scuole dell’infanzia;

- nei mesi di novembre e di aprile per gli alunni delle scuole  primarie.

- nei mesi di dicembre e aprile per gli alunni della scuola secondaria di I grado

C’è inoltre, la disponibilità degli insegnanti a prevedere ulteriori momenti di confronto, quando particolari situazioni richiedono lo scambio di informazioni e la concertazione di decisioni o iniziative comuni con la famiglia;

  1. ASSEMBLEE DI SEZIONE/CLASSE, al fine di esplicitare e rendere compartecipi i genitori del progetto educativo;
  1. INCONTRI DI INTERSEZIONE/INTERCLASSE/CONSIGLI DI CLASSE in cui i rappresentanti dei genitori e la componente docente s’incontrano per socializzare, coordinare le attività e proporre iniziative finalizzate al miglioramento dell’offerta formativa.
  1. In tutte le scuole sono previsti MOMENTI DI FESTA E INIZIATIVE CONVIVIALI con la partecipazione/collaborazione dei genitori. Altre feste sono realizzate solo con i bambini e gli insegnanti.
  1. GLI INCONTRI, in dicembre/gennaio, rivolti alle famiglie dei bambini che entrano per la  prima volta nella scuola   dell’infanzia, in cui si presentano gli spazi, i progetti ed il personale dei singoli plessi; le riunioni si  svolgono per i nuovi iscritti, di norma prima dell’inizio delle lezioni, alla presenza degli insegnanti di sezione o di classe.
  1. GLI INCONTRI di gennaio rivolti alle famiglie degli alunni che debbono iscriversi alla  classe prima
  1. GLI INCONTRI di gennaio per la presentazione della scuola alle famiglie degli alunni che si iscrivono alla classe I della secondaria di I grado

SERVIZIO PRE E POST SCUOLA

In tutte le scuole dell’infanzia e primarie dell’Istituto Comprensivo è attivato, se richiesto da un numero minimo di utenti, un servizio di pre e post-scuola. Gli alunni che ne hanno la necessità (su presentazione di specifica domanda motivata) possono accedere ai locali scolastici prima dell’orario delle lezioni (al massimo 15 minuti) e restare all’interno della scuola dopo il termine delle stesse (al massimo 15 minuti).

SERVIZIO DI MENSA

Nelle scuole dell’infanzia e nel plesso di scuola primaria a tempo pieno Cà Bianca è presente un servizio di mensa, gestito in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia. Il servizio è realizzato dalla ditta “Cir” (produzione pasti e scodellamento). La scuola insedia ogni anno un “Comitato Mensa”, a cui partecipano insegnanti e genitori, per avere un confronto circa la qualità e le caratteristiche del servizio. E’ possibile per la componente genitori del Comitato essere ammessi a visite presso lo stabilimento di produzione e/o presso le scuole nel momento della somministrazione e consumare il pasto.

Le diete sono predisposte dal Servizio dietetico della AUSL (vedere specifico protocollo secondo la normativa vigente), con controlli periodici di tipo igienico sanitario.

SERVIZIO DI TRASPORTO

Alcuni plessi di scuola primaria ( Gavasseto, Marmirolo, Bagno) e scuola secondaria I grado A. Einstein (sede e succursale) sono raggiunti dal servizio di trasporto, che il Comune gestisce (a pagamento), a favore delle famiglie che ne necessitano. Il servizio organizzato dalla Til garantisce il percorso casa-scuola per l’orario dell’entrata e il percorso inverso per l’orario di uscita antimeridiana.

NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

Gli obiettivi e i contenuti dell’intervento didattico sono riferiti ai seguenti “campi di  esperienza”, individuati dagli ordinamenti vigenti:

  1. 1.Il corpo, il movimento e la salute;
  2. 2.La fruizione e la produzione di messaggi;
  3. 3.Noi e gli altri
  4. 4.L’esplorazione, la conoscenza e la progettazione.

Dal punto di vista metodologico l’apprendimento del bambino si realizza sempre a  partire dall’esperienza, poiché egli non può ancora avvalersi delle tecniche della lettura e della scrittura.

Spetta, quindi, al docente, predisporre ambienti stimolanti e ricchi di opportunità  formative; strutturare funzionalmente gli spazi per favorire e sollecitare la conversazione, l’ascolto di racconti e di storie, il gioco, la consultazione di libri, le attività espressive, l’osservazione di fatti e di fenomeni della realtà.

NELLA SCUOLA PRIMARIA:

Le discipline di insegnamento sono assegnate ai docenti che assicurano in ogni situazione la continuità educativa e didattica, la valorizzazione della professionalità dei docenti, la valorizzazione del lavoro collegiale, tempi congrui ed equilibrati per svolgere le attività afferenti alle varie discipline, secondo il principio:

- della flessibilità (il monte ore di ciascuna disciplina è annuale),

- dell’unitarietà ed interdisciplinarietà dell’insegnamento;

- del diverso peso che ciascuna disciplina assume, in base agli obiettivi esplicitati dalle Indicazioni nazionali;

- della definizione normativa del monte ore per la lingua inglese (1 ora per la prima classe, 2 ore per la seconda classe, 3 ore per la terza, quarta e quinta classe) e per la religione cattolica (2 ore settimanali);

- dell’organizzazione della materia alternativa, per i bambini le cui famiglie hanno optato di non

avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica.

È previsto l’insegnamento delle seguenti discipline:

  • Italiano
  • Inglese (in tutte le classi)
  • Matematica (comprensiva di aritmetica, geometria, logica, statistica )
  • Scienze
  • Storia e  Geografia 
  • Religione Cattolica / Attività integrativa alternativa
  • Arte  ed immagine
  • Musica
  • Educazione Fisica
  • Tecnologia  ed  Informatica  (svolte  in maniera “trasversale”)
  • Educazione  alla convivenza  civile  (svolte  in  maniera “trasversale”)

Per perseguire gli obiettivi formativi, in continuità con la scuola dell’infanzia, vengono utilizzate – oltre al tradizionale metodo della lezione frontale, altre strategie metodologiche, che facilitano

l’apprendimento e stimolano l’interesse degli alunni:

  • Progettazione di un periodo di accoglienza e di conoscenza degli alunni provenienti dalla scuola dell’infanzia nel mese di settembre di ogni anno scolastico,
  • Lavoro didattico a classi aperte,
  • Lavoro di gruppo e attività di ricerca,
  • Percorsi personalizzati di lavoro,
  • Utilizzo di tecnologie multimediali,
  • Attività di laboratorio.

Inoltre verranno “fruite” in varia misura, con visite guidate e viaggi d’istruzione le occasioni e le iniziative offerte dal  territorio quali, ad esempio, spettacoli  teatrali, mostre, concorsi, proposte culturali  e  sportive;  verranno attivate collaborazioni con esperti (in riferimento a specifici percorsi didattici), con le biblioteche, i musei, gli enti culturali, ecc.

NELLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO:

Gli insegnanti sono assegnati alle classi e cercano di assicurare in ogni situazione la continuità educativa e didattica. La valorizzazione della professionalità dei docenti, la valorizzazione del lavoro collegiale.

Per perseguire gli obiettivi formativi, in continuità con la scuola primaria gli insegnanti utilizzano varie strategie metodologiche e privilegiano:

  • Progettazione di un periodo di accoglienza e di conoscenza degli alunni provenienti dalla scuola primaria nel mese di settembre di ogni anno scolastico
  • Stesura di una suddivisione oraria possibilmente bilanciata tra attività più prettamente operative ed altre teoriche
  • condivisione all’interno della scuola di spazi e progetti che garantiscano uniformità di offerta formativa tra le classi.
  • fferta a tutti gli studenti di strumenti idonei allo sviluppo delle competenze chiave che li prepari alla vita adulta e costituisca così la base per ulteriori occasioni di apprendimento (“longlife learning”).
  • promozione di una integrazione fondata su valori comuni e che tenga debitamente conto di quei giovani che, a causa di svantaggi educativi determinati da circostanze personali, sociali, culturali o economiche, hanno bisogno di percorsi personalizzati per realizzare le loro potenzialità;
  • contrasto dell’insuccesso e della dispersione scolastica con esperienze ed azioni significative e gratificanti per ogni allievo;
  • attenzione ad ogni studente, alla sua specificità e alla sua formazione, per renderlo autonomo nelle scelte, più sicuro di sé e disponibile a collaborare con gli altri, garantendo i valori del confronto tra culture diverse e di un approccio pluralistico;
  • rientamento alla scelta del percorso scolastico successivo attraverso la

   valorizzazione delle attitudini e degli interessi dei ragazzi.

Per rispondere a particolari esigenze e permettere ai ragazzi di integrare ed  arricchire le proprie conoscenze scolastiche, la Scuola, coerentemente con le risorse e i docenti disponibili organizza ogni anno:

  • Visite guidate e viaggi d’istruzione (mostre, musei, centri di interesse artistico, mondo del lavoro e attività laboratoriali con i musei di RE)
  • Partecipazione a spettacoli (teatro, concerti, cinema) con riferimento alla  programmazione didattica.
  • Attività di recupero, consolidamento e potenziamento disciplinare durante l’anno vengono effettuate e realizzate dagli insegnanti stessi durante le ore curricolari o extracurricolari. 
  • Iniziative quali concorsi matematici e di lingua italiana curati dai docenti disponibili a portare avanti tale attività.

ATTIVITÀ’ INTEGRATIVE IN ORARIO EXTRASCOLASTICO

In collaborazione con altri enti e/o associazioni e all’interno di un comune progetto la scuola realizza le seguenti attività quali parte integranti dell’offerta formativa:

 Laboratori pomeridiani di teatro, video-fotografia, musica, ecc.

 Corsi di orientamento musicale in collaborazione con l’Istituto Musicale A. Peri, con attività di avviamento allo strumento presso l’Istituto.

 GET (gruppi educativi territoriali) in collaborazione con Assessorato Scuola del Comune e Officina Educativa che organizzano attività pomeridiane per l’esecuzione dei compiti e per altre attività educative.

 PROGETTI DEL CENTRO SPORTIVO – C.S.S.

Il Collegio docenti ha deliberato l’istituzione Centro Sportivo Scolastico (cfr. Linee guida per le attività di educazione fisica, motoria e sportiva nelle scuole secondarie di primo e secondo grado). Il Ministero ha assunto la determinazione di intraprendere azioni volte a migliorare la qualità del servizio inerente le attività motorie, fisiche e sportive nelle scuole di ogni ordine e grado. A tale fine intende procedere ad una rivisitazione globale dell’organizzazione del settore proponendo formule organizzative innovative e la riorganizzazione dell’avviamento alla pratica sportiva secondo una nuova formula mirata a conseguire incrementi delle attività a livello di scuola e territoriale per fasce più ampie di studenti e su diversificazioni per lo sport di eccellenza.

Le scelte che saranno operate dalle scuole nel quadro degli indirizzi nazionali dovranno trovare collocazione nel Piano dell’offerta formativa di ciascuna istituzione, essendo la pratica sportiva elemento costitutivo del complessivo processo educativo e non momento accessorio privo di respiro interdisciplinare.

La formula organizzativa cui si affida la risposta concreta alla volontà di ampliamento e riqualificazione dell’attività motoria, fisica e sportiva giovanile è quella della istituzione dei CENTRI SPORTIVI SCOLASTICI, da intendersi come struttura organizzata all’interno della scuola, finalizzata all’organizzazione dell’attività sportiva scolastica. La loro costituzione presso le scuole secondarie è autonomamente deliberata e non ha alcun carattere di obbligatorietà. Le scuole potranno liberamente decidere di costituirli rispettando le procedure e coinvolgendo gli organi di istituto, individuali e collegiali, ai quali la normativa vigente affida la formazione e la manifestazione delle deliberazioni.

Compito dei C.S.S. è quello di programmare ed organizzare iniziative ed attività coerenti con le finalità e gli obiettivi del progetto nazionale, in funzione della propria realtà e delle proprie risorse.

La costituzione dei C.S.S. è la formula organizzativa che fornisce garanzie in ordine ad un’attività programmata, continuativa e legata al complessivo processo di formazione dei giovani. Essa, pur essendo libera, costituisce condizione per l’accesso alle ore di avviamento alla pratica sportiva, che trovano così un percorso di erogazione mirato evitando dispersioni non produttive e svincolate da una logica organizzativa di sistema. Nel contempo le progettualità che saranno espresse e realizzate forniranno un parametro di riferimento per la rilevazione dell’effettivo fabbisogno di risorse finanziarie.

COORDINATRICE del C.S.S.: Prof.ssa Marina Nora